
Attivisti taiwanesi chiedono la depenalizzazione della cannabis amid crescente opposizione
Gli attivisti taiwanesi di Green Sensation hanno manifestato a Taipei per chiedere la depenalizzazione della cannabis, affrontando l'opposizione di gruppi conservatori e entità politiche
Key Points
- 1Attivisti taiwanesi chiedono la depenalizzazione della cannabis a Taipei
- 2Green Sensation affronta opposizione da gruppi conservatori
- 3Le leggi attuali impongono pene severe per reati legati alla cannabis
- 4Il supporto pubblico per la riforma della cannabis sta aumentando a Taiwan
- 5Gli attivisti chiedono un allineamento con le normative internazionali sulla cannabis
In una mossa audace sabato, gli attivisti taiwanesi di Green Sensation hanno manifestato per la depenalizzazione della cannabis a Taiwan. L'evento, tenutosi a Taipei, ha presentato una serie di performance e si è concluso con una marcia verso l'assemblea legislativa. Questo segna il quinto anno consecutivo in cui il gruppo organizza un evento del genere, sottolineando i loro sforzi persistenti per riformare le leggi sulla cannabis nell'isola
La spinta per la riforma della cannabis a Taiwan incontra una resistenza significativa da parte di gruppi conservatori e entità politiche. Secondo Chung Ho-yun, portavoce di Green Sensation, il movimento ha subito attacchi crescenti, comprese campagne di disinformazione da parte di gruppi religiosi conservatori sostenuti da fazioni politiche. Nonostante queste sfide, gli attivisti continuano a difendere il loro diritto all'espressione libera e alla fede personale
Chung Ho-yun ha criticato l'attuale amministrazione, guidata dal Partito Progressista Democratico, per la sua posizione severa sulla cannabis. Ha sottolineato la necessità di giustizia transizionale e di una riduzione della repressione legata alla cannabis. Gli attivisti sostengono che l'approccio del governo colpisca in modo sproporzionato la generazione più giovane e soffochi il cambiamento progressista
Lo status legale della cannabis a Taiwan rimane rigoroso, classificato come narcotico di Categoria 2 ai sensi della Legge sulla Prevenzione dei Pericoli dei Narcotici. Questa classificazione sottopone gli individui coinvolti nella produzione, nel trasporto o nella vendita di cannabis a severe pene, tra cui l'ergastolo o un minimo di 10 anni di carcere, oltre a pesanti multe. Tali regolamenti severi evidenziano la battaglia in salita affrontata dagli attivisti per la riforma
Nonostante le sfide legali, il supporto pubblico per la riforma della cannabis sta crescendo. Lo scorso anno, una petizione a favore della legalizzazione ha raccolto oltre 14.000 firme, riflettendo un cambiamento nell'opinione pubblica tra i 23 milioni di residenti di Taiwan. Gli attivisti chiedono al governo di allinearsi agli standard internazionali, come quelli stabiliti dalla Commissione delle Nazioni Unite sugli Stupefacenti, che ha rimosso la cannabis dalla sua lista di narcotici nel 2020
Guardando al futuro, gli attivisti esortano i legislatori taiwanesi a modificare la Legge sulla Prevenzione dei Pericoli dei Narcotici per consentire prodotti contenenti fino allo 0,3% di THC, seguendo l'esempio di numerosi paesi in tutto il mondo. Allineandosi agli standard globali, Taiwan potrebbe potenzialmente promuovere un approccio più aperto e progressista alla regolamentazione della cannabis, a beneficio sia dell'economia che della società
Gli sforzi in corso di Green Sensation e di gruppi simili evidenziano la conversazione dinamica ed evolutiva sulla cannabis a Taiwan. Mentre il discorso pubblico continua a cambiare, il potenziale per un cambiamento legislativo cresce, offrendo speranza agli attivisti che immaginano un approccio più inclusivo e razionale alla politica sulla cannabis in futuro