
L'opposizione cilena spinge per il rilancio della legge sulla depenalizzazione della cannabis
I membri dell'opposizione cilena spingono per rilanciare una legge sulla depenalizzazione della cannabis, mirando a ridurre l'influenza del mercato nero e promuovere le libertà individuali
Key Points
- 1L'opposizione cilena cerca di rilanciare la legge sulla depenalizzazione della cannabis
- 2La legge mira a consentire la coltivazione personale e ridurre l'influenza del mercato nero
- 318 deputati di vari partiti hanno firmato una petizione a sostegno della legge
- 4L'iniziativa coincide con dibattiti nazionali sul narcotraffico
- 5La legge era già stata approvata dalla Camera dei Deputati ma rimane bloccata
In un passo significativo, i membri dell'opposizione cilena hanno preso posizione per rilanciare una legge sulla depenalizzazione della cannabis bloccata. Introdotta originariamente nel 2014 dal deputato del Partito Liberale Vlado Mirosevic, la legge mira a depenalizzare tutti gli usi della cannabis. Nonostante i progressi iniziali, la legislazione è rimasta bloccata nella Commissione Salute per anni. Recentemente, 18 deputati di vari orientamenti politici hanno firmato una petizione che sollecita la riconsiderazione della legge, segnalando una nuova spinta per il cambiamento
Il tempismo di questa iniziativa coincide con un dibattito nazionale sul narcotraffico e la corruzione, scatenato dalle rivelazioni del Comandante in Capo dell'Esercito Ricardo Martínez riguardo al coinvolgimento militare nelle vendite di armi ai narcotrafficanti. La legge propone di consentire la coltivazione personale della cannabis, fornendo un'alternativa al mercato nero e potenzialmente riducendo il potere dei narcotrafficanti. I suoi sostenitori sostengono che tali misure potrebbero avere un impatto significativo sul commercio di droga illegale in Cile
La legislazione proposta sottolinea anche le libertà individuali, suggerendo che gli adulti dovrebbero avere il diritto di utilizzare la cannabis senza essere criminalizzati. Con il consumo di cannabis già diffuso in Cile, i sostenitori affermano che l'attuale quadro giuridico etichetta ingiustamente gli utenti come criminali. L'ex presidente cileno ha sostenuto la legge nel 2014, citando un drammatico aumento degli arresti legati alla droga nel corso degli anni come prova della necessità di riforma
Secondo la legge proposta, gli individui sarebbero autorizzati a possedere fino a 10 grammi di cannabis per uso personale e a coltivare fino a sei piante all'interno di un'area specificata. I pazienti che cercano cannabis medicinale avrebbero bisogno di una prescrizione medica, e i minorenni potrebbero consumare cannabis sotto la supervisione di un adulto con il consenso dei genitori. La legge era già stata approvata dalla Camera dei Deputati ma da allora è rimasta bloccata, in attesa di ulteriori azioni legislative
Il rilancio di questa legge riflette una tendenza più ampia in America Latina verso la riforma della cannabis, con paesi come Messico e Argentina che fanno progressi nella legalizzazione e regolamentazione. Mentre il Cile rivede le proprie politiche sulla cannabis, l'esito potrebbe influenzare gli approcci regionali alle leggi sulle droghe. La nuova spinta per questa legislazione evidenzia un crescente riconoscimento della necessità di affrontare la politica sulle droghe attraverso una lente di salute pubblica e diritti umani