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L'Unione Europea Riconsidera la Politica sul Cannabis Dopo Sviluppi Legali
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L'Unione Europea Riconsidera la Politica sul Cannabis Dopo Sviluppi Legali

L'Unione Europea sta riconsiderando la sua politica sul cannabis a seguito di importanti sentenze legali, potenzialmente portando a regolamenti più armonizzati tra gli stati membri

Key Points

  • 1L'UE riconsidera la politica sul cannabis dopo la sentenza della CGUE sul CBD
  • 2Il caso Kanavape evidenzia le discrepanze nella regolamentazione del cannabis nell'UE
  • 3Il non-paper suggerisce che il CBD non dovrebbe essere un narcotico se non psicoattivo
  • 4Valutazione dei cannabinoidi non psicoattivi come il CBG in corso
  • 5Potenziali cambiamenti normativi potrebbero influenzare l'industria cosmetica

L'Unione Europea sta rivalutando la sua posizione sulla politica del cannabis a seguito di significativi sviluppi legali, inclusa una sentenza storica della Corte di Giustizia dell'Unione Europea (CGUE). Un 'non-paper' di 12 pagine rilasciato dall'UE delinea potenziali cambiamenti nella regolamentazione del cannabis, coprendo i suoi vari usi e componenti. Questo documento mira a valutare le reazioni a possibili cambiamenti di politica alla luce delle recenti decisioni giudiziarie e delle intuizioni scientifiche

L'impulso per questa revisione deriva dalla decisione della CGUE nel caso Kanavape, che ha concluso che il cannabidiolo (CBD) non è un narcotico, sfidando così le restrizioni nazionali esistenti. Il caso ha coinvolto la persecuzione di Antonin Cohen e Sébastien Béguerie in Francia per l'importazione di estratti di CBD da piante di canapa intere, evidenziando le discrepanze nella regolamentazione del cannabis tra gli stati membri dell'UE. La sentenza ha sottolineato che i paesi dell'UE non possono vietare la vendita di CBD legalmente prodotto in altri stati membri, anche se derivato dall'intera pianta di canapa

Il non-paper dell'UE suggerisce che il CBD, sia derivato da Cannabis Sativa che sintetizzato, non dovrebbe essere classificato come narcotico se privo di effetti psicoattivi. Questo documento indica anche valutazioni in corso di altri cannabinoidi non psicoattivi come il cannabigerolo (CBG) e il cannabicromene (CBC). Le potenziali implicazioni di queste valutazioni sono significative per l'industria cosmetica, che ha recentemente visto l'inclusione del CBG nel database CosIng dell'UE degli ingredienti cosmetici autorizzati

Lorenza Romanese, Direttore Generale dell'Associazione Europea della Canapa Industriale, ha espresso preoccupazioni riguardo all'approccio dell'UE nella regolamentazione dei cannabinoidi non psicoattivi. Sostiene che l'attuale quadro giuridico non dovrebbe imporre barriere inutili su sostanze come il CBG, che non sono controllate. Romanese evidenzia le sfide logistiche nella valutazione di numerosi composti di cannabis, dato il numero limitato di laboratori capaci in Europa

Questa rivalutazione della politica sul cannabis da parte dell'UE fa parte di una tendenza più ampia verso il riconoscimento del potenziale medico e commerciale del cannabis e dei suoi derivati. I cambiamenti riflettono un cambiamento nel panorama normativo a seguito di decisioni internazionali, come la riclassificazione del cannabis da parte delle Nazioni Unite. La valutazione in corso dell'UE potrebbe aprire la strada a regolamenti sul cannabis più armonizzati e progressivi tra i suoi stati membri

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