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La lunghista americana Tara Davis-Woodhall perde il titolo dopo un test positivo per cannabis
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La lunghista americana Tara Davis-Woodhall perde il titolo dopo un test positivo per cannabis

Tara Davis-Woodhall perde il titolo nazionale dopo essere risultata positiva alla cannabis, riaccendendo il dibattito sulle politiche relative alla cannabis nello sport

Key Points

  • 1Tara Davis-Woodhall privata del titolo dopo un test positivo per cannabis
  • 2USADA chiede regolamenti più equi sulla cannabis nello sport
  • 3Sospensione di Davis-Woodhall ridotta a un mese
  • 4L'incidente ricorda il caso di Sha'Carri Richardson del 2021
  • 5Il dibattito sull'uso della cannabis nello sport continua

La lunghista americana Tara Davis-Woodhall è stata privata del suo recente titolo nazionale indoor dopo un test positivo per cannabis, secondo quanto riportato dalla United States Anti-Doping Agency (USADA). L'annuncio è stato fatto martedì, rivelando che Davis-Woodhall è risultata positiva al THC, il composto psicoattivo della cannabis, durante i Campionati Nazionali Indoor di Atletica Leggera del 2023 ad Albuquerque, New Mexico. Il test positivo è avvenuto il 17 febbraio, lo stesso giorno in cui ha conquistato il titolo con un salto di 6,99 metri

Davis-Woodhall, che ha 23 anni, ha già completato la sua sospensione, durata un mese e iniziata il 21 marzo. A causa del test positivo, è stata squalificata da tutti i risultati competitivi ottenuti il 17 febbraio e successivamente, il che include la perdita di medaglie, punti e premi. Questo incidente evidenzia le sfide continue che gli atleti affrontano riguardo all'uso di cannabis, nonostante la sua crescente legalizzazione in vari stati degli Stati Uniti

L'USADA ha chiesto alla World Anti-Doping Agency (WADA) di riconsiderare la sua posizione sulla cannabis. In una dichiarazione, l'USADA ha sottolineato la necessità di un approccio più equo all'uso della marijuana nello sport. "L'USADA ha sostenuto e continuerà a sostenere che la WADA tratti la marijuana in un modo più giusto ed efficace," ha dichiarato l'agenzia. Sotto le attuali regole della WADA, il THC è ancora vietato, sebbene gli atleti possano ricevere una sospensione ridotta se dimostrano che la sostanza è stata utilizzata al di fuori della competizione e non è correlata alla prestazione

Nel caso di Davis-Woodhall, la sua sospensione è stata ridotta a un mese perché ha dimostrato che il suo uso di cannabis non era correlato alla sua prestazione e ha partecipato a un programma di trattamento per abuso di sostanze. Questa situazione ricorda il caso della velocista americana Sha'Carri Richardson, che è stata anch'essa sospesa per un mese nel 2021 dopo essere risultata positiva alla cannabis, portando alla sua esclusione dalle Olimpiadi di Tokyo

La questione dell'uso di cannabis tra gli atleti continua a suscitare dibattiti, specialmente poiché alcune leghe sportive, come la NBA e l'UFC, hanno allentato le loro politiche riguardo alla cannabis. Con la diffusione della legalizzazione, il mondo dello sport si trova a dover affrontare come allineare le normative con i cambiamenti delle norme sociali. Guardando al futuro, la conversazione attorno alla cannabis nello sport è destinata a evolversi, influenzando potenzialmente i futuri cambiamenti di politica

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