
La Nuova Politica Migratoria 'Tre No' della Thailandia Rafforza i Controlli alle Frontiere
La nuova campagna migratoria 'Tre No' della Thailandia potenzia il controllo alle frontiere con screening pre-volo e raid mirati
Key Points
- 1La politica 'Tre No' mira a contrastare lavoratori illegali, abusi dei visti e truffe dei call center in Thailandia
- 2Il Sistema di Elaborazione Anticipata dei Passeggeri (APPS) blocca l'ingresso prima dell'imbarco basandosi su controlli di visto e finanziari
- 3Da gennaio a maggio 2026 sono stati registrati 29.490 rifiuti di ingresso e 14.161 espulsioni, inclusi 22 raid su Koh Samui e Koh Phangan
- 4La Thailandia rimane aperta ai visitatori, con solo lo 0,18% degli ingressi rifiutati in questo periodo
La Thailandia ha recentemente lanciato una nuova campagna migratoria chiamata politica dei "Tre No": No Ingresso, No Soggiorno, No Fuga. Questa iniziativa mira a contrastare i lavoratori illegali, gli abusi dei visti e le truffe dei call center, con l'obiettivo di migliorare il controllo delle frontiere e garantire il rispetto delle normative sui visti. L'applicazione delle misure inizia prima ancora che i viaggiatori salgano a bordo degli aerei, utilizzando il Sistema di Elaborazione Anticipata dei Passeggeri (APPS) per controllare che i passeggeri dispongano di fondi sufficienti, di un itinerario di viaggio valido e di una storia di visti conforme
Il No Ingresso prevede il rifiuto dell'imbarco ai viaggiatori che non dispongono di 20.000 baht in contanti, di un chiaro itinerario di viaggio o che hanno una storia di viaggi di sola andata per motivi di visto. Il No Soggiorno si concentra sull'annullamento dei visti studenteschi di coloro che lavorano illegalmente e sull'espulsione dei trasgressori. Il No Fuga include raid coordinati che utilizzano Big Data per localizzare e arrestare chi viola le leggi sull'immigrazione. Da gennaio a maggio 2026 sono stati registrati quasi 30.000 rifiuti di ingresso e oltre 14.000 espulsioni, insieme a centinaia di raid mirati, inclusi 22 su Koh Samui e Koh Phangan
Nonostante queste misure rigorose, la Thailandia rimane aperta ai viaggiatori, con solo lo 0,18% delle 14 milioni di entrate in quel periodo rifiutate. La campagna riflette lo sforzo del governo di mantenere un'immigrazione ordinata supportando al contempo la vivace comunità e il turismo dell'isola. Per residenti e visitatori di Koh Samui, ciò significa esperienze di viaggio più fluide e sicure e un impegno più forte per la conformità legale


