
La ricerca sulla cannabis nel 2025 evidenzia innovazioni e sfide
La ricerca sulla cannabis nel 2025 rivela tendenze chiave dell'industria, inclusi approfondimenti sulla sindrome da iperemesi cannabinoide e gli effetti del delta-8 THC
Key Points
- 1Il Veterans Action Council discute la sindrome da iperemesi cannabinoide
- 2Studi sui segnali di avvertimento obbligatori per l'uso della cannabis durante la gravidanza
- 3Effetti del delta-8 THC rispetto al delta-9 THC in una nuova ricerca
- 4L'etichettatura imprecisa dei prodotti CBD rimane un problema dell'industria
- 5Le bevande derivate dalla canapa collegate a un miglior benessere e a una riduzione dell'uso di alcol
L'anno 2025 ha portato significativi sviluppi nella ricerca sulla cannabis, evidenziando sia innovazioni che sfide persistenti all'interno dell'industria. Il 17 gennaio, il Veterans Action Council (VAC) ha ospitato il suo 84° tavolo rotondo, concentrandosi sulla sindrome da iperemesi cannabinoide (CHS) con approfondimenti del neurologo Dr. Ethan Russo. Il VAC, fondato nel 2020, è dedicato alla riforma delle politiche e al miglioramento dell'accesso alle cure sanitarie, in particolare attraverso medicine naturali come la cannabis. Il Dr. Russo, coautore di uno studio sulla CHS, ha risposto a numerose domande dei membri del VAC, sottolineando la suscettibilità genetica della sindrome
In parallelo, studi recenti hanno esplorato l'efficacia dei segnali di avvertimento obbligatori (MWS) sull'uso della cannabis durante la gravidanza in cinque stati americani. Pubblicata nel Journal of Studies on Alcohol and Drugs, la ricerca evidenzia una lacuna nelle politiche di salute pubblica, in particolare la mancanza di input da parte del pubblico riguardo a questi segnali di avvertimento. Lo studio, finanziato dal California Department of Cannabis Control, sottolinea la necessità di strategie di salute pubblica più complete che incorporino le prospettive dei consumatori
Ulteriori ricerche pubblicate in Drug and Alcohol Dependence hanno fatto luce sugli effetti psicoattivi del delta-8 THC rispetto al più noto delta-9 THC. Condotto dalla Johns Hopkins University, questo studio innovativo ha coinvolto 19 partecipanti che hanno consumato brownie infusi con cannabinoidi sintetici. I risultati hanno rivelato che, mentre il delta-8 THC produce effetti psicoattivi più lievi rispetto al delta-9 THC, le implicazioni per la sicurezza dei consumatori e la supervisione normativa rimangono significative
L'accuratezza dell'etichettatura dei prodotti a base di cannabis continua a essere una preoccupazione, come dimostra uno studio dell'Università del Kentucky. I ricercatori hanno trovato discrepanze nell'etichettatura dei prodotti CBD, in particolare nelle caramelle CBG acquistate online. Questo studio ha utilizzato tecniche analitiche avanzate per valutare il contenuto dei prodotti, evidenziando la continua necessità di un rigoroso controllo di qualità nell'industria della cannabis. Nel frattempo, la ricerca di MoreBetter Ltd suggerisce che le bevande derivate dalla canapa a basso dosaggio potrebbero offrire benefici per la salute pubblica, riducendo il consumo di alcol e migliorando il benessere. L'azienda esorta i legislatori a considerare questi risultati durante il voto sul FY 2026 Agriculture–FDA Appropriations Bill