
La Thailandia si muove per ricriminalizzare la cannabis mentre l’industria affronta opposizione politica e pubblica
L’industria della cannabis da 1 miliardo di dollari della Thailandia rischia il collasso mentre partiti politici e opinione pubblica spingono il Paese verso la ricriminalizzazione dopo una crescita rapida e poco regolata
Key Points
- 1La Thailandia ha depenalizzato la cannabis nel 2022, stimolando la crescita di circa 18.000 venditori di cannabis
- 2Tutti i principali partiti politici alle elezioni dell’8 febbraio hanno promesso di reintrodurre restrizioni o ricriminalizzare la cannabis
- 3Sondaggi recenti indicano che la maggior parte dei thailandesi sostiene un ritorno alla criminalizzazione per preoccupazioni sulla saturazione del mercato e l’accesso dei giovani
- 4Solo circa il 25% delle aziende di cannabis intervistate in Thailandia ha registrato profitti nel 2024, riflettendo un calo di interesse nell’industria
L’industria della cannabis in Thailandia, un tempo vista come una forza pionieristica in Asia dopo la depenalizzazione del 2022, ora affronta un drastico ribaltamento con il mutare del sentimento politico e pubblico contro di essa. Il settore della cannabis da 1 miliardo di dollari del Paese, che si è rapidamente espanso dopo la legalizzazione, potrebbe presto scomparire se i principali partiti manterranno le promesse di reintrodurre sanzioni penali per l’uso e la vendita di cannabis. Secondo MJBizDaily, tutti e tre i principali partiti previsti per dominare le elezioni nazionali dell’8 febbraio hanno promesso di imporre nuove restrizioni, riflettendo un diffuso malcontento per il boom incontrollato della cannabis
La spinta iniziale alla depenalizzazione fu sostenuta dall’allora Ministro della Salute Anutin Charnvirakul, che mirava a rilanciare le regioni agricole in difficoltà della Thailandia attraverso la coltivazione della cannabis. Tuttavia, l’assenza di regolamentazioni rigorose ha portato a un’esplosione di circa 18.000 venditori di cannabis in tutto il Paese, causando lamentele pubbliche per la saturazione del mercato e preoccupazioni sull’accesso dei giovani. In un sondaggio del 2024, la maggioranza degli intervistati thailandesi ha espresso il sostegno a un ritorno alla criminalizzazione, evidenziando un significativo cambiamento nell’opinione pubblica
Le autorità governative hanno risposto lo scorso giugno vietando la pubblicità della cannabis e la vendita tramite distributori automatici, limitando l’accesso legale ai pazienti medici con prescrizione. Le imprese ora devono affrontare controlli più severi, richiedendo permessi sia per la produzione che per la vendita, con ulteriori regolamentazioni su importazioni ed esportazioni in fase di discussione. Un portavoce del Partito Bhumjaithai ha affermato che "Anutin non ha mai inteso che la droga fosse usata a scopo ricreativo", sottolineando la discrepanza tra l’intento politico e la realtà di mercato
Nonostante la stretta regolamentare, il futuro della cannabis medica in Thailandia resta incerto. Se il Partito Bhumjaithai di Anutin manterrà la sua influenza, un modello strettamente medico potrebbe sopravvivere, ma altri partiti principali, tra cui il People’s Party e il Pheu Thai, hanno indicato il loro sostegno a un ritorno completo al divieto. Sondaggi recenti di Reuters mostrano il People’s Party come favorito, aumentando la probabilità di leggi più severe. Il brusco cambiamento di politica ha spinto sia gli imprenditori locali sia gli investitori internazionali a riconsiderare il loro impegno nel mercato della cannabis thailandese
Gli addetti ai lavori riferiscono che l’entusiasmo per la cannabis è diminuito, con solo un quarto delle aziende intervistate che ha registrato profitti nel 2024, secondo Nuttanan Wichitaksorn dell’Istituto di Ricerca per lo Sviluppo della Thailandia. "Non è più un tema caldo," ha detto Wichitaksorn a Bloomberg. "Ora vedono altre cose più interessanti e che portano più voti." Questo calo di interesse, unito alla crescente pressione regolamentare, suggerisce un percorso difficile per chi spera di sostenere l’industria
Dal punto di vista della redazione di OG Lab, il rapido ribaltamento della politica thailandese evidenzia la volatilità che può seguire la liberalizzazione della cannabis senza quadri regolatori solidi. Per le imprese internazionali della cannabis e gli osservatori politici, questo caso rappresenta un monito: l’entusiasmo iniziale può rapidamente trasformarsi in reazione se la crescita supera la governance. L’esito delle elezioni thailandesi e i successivi cambiamenti legali saranno osservati con attenzione come indicatore per le future riforme della cannabis in Asia


