Leader del Settore Chiede Regolamentazione Uniforme del THC per Canapa e Marijuana
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Leader del Settore Chiede Regolamentazione Uniforme del THC per Canapa e Marijuana

Jason Leisey, CEO di Emerald Tea Supply Co., esorta i legislatori ad adottare regolamentazioni unificate sul THC per canapa e marijuana, avvertendo che la divisione legale attuale minaccia la fiducia dei consumatori e l'integrità del mercato

Key Points

  • 1Jason Leisey di Emerald Tea Supply Co. sostiene una regolamentazione unificata del THC per prodotti di canapa e marijuana
  • 2Egli evidenzia che canapa e marijuana sono biologicamente identiche, rendendo artificiale la distinzione legale attuale
  • 3I dispensari autorizzati affrontano alti oneri fiscali e rigorosi requisiti di conformità, mentre i rivenditori di canapa evitano questi costi
  • 4Leisey chiede una legislazione federale che imponga limiti di THC per porzione e standard di sicurezza universali per tutti i prodotti cannabinoidi intoxicanti

Una voce autorevole nell'industria della cannabis sta sollecitando i legislatori a implementare regolamentazioni unificate per tutti i prodotti contenenti THC, indipendentemente dal fatto che provengano da canapa o marijuana. Jason Leisey, CEO di Emerald Tea Supply Co. e operatore esperto di dispensari nel New Jersey, sostiene che la divisione normativa attuale sta creando un mercato a due livelli con significative conseguenze sulla sicurezza e sull'economia. Secondo Leisey, la distinzione tra canapa e marijuana è una finzione legale senza basi biologiche, poiché entrambe sono varietà di Cannabis sativa L. "La differenza tra loro non è visibile in un campo, rilevabile in laboratorio o codificata nel DNA. Esiste esclusivamente in un libro di legge," ha sottolineato Leisey

Dall'approvazione del Farm Bill del 2018, la legge federale definisce la canapa come cannabis contenente 0,3 percento o meno di Delta-9 THC in peso secco, mentre qualsiasi quantità superiore è considerata marijuana. Questa classificazione ha creato una scappatoia normativa che permette ai prodotti intoxicanti derivati dalla canapa di eludere i rigorosi test, tracciamenti e standard di sicurezza applicati ai prodotti di marijuana venduti nei dispensari autorizzati. Leisey avverte che questa scappatoia mina la fiducia dei consumatori e la sicurezza pubblica, affermando: "Se la scappatoia persiste, quella fiducia si erode. Non perché i coltivatori di canapa siano persone cattive. Ma perché un sistema che applica standard rigorosi a un canale e nessuno a un altro produrrà inevitabilmente un fallimento che danneggerà tutti."

La prospettiva di Leisey sfida direttamente le argomentazioni di alcuni sostenitori dell'industria della canapa che ritengono che canapa e marijuana debbano essere trattate diversamente dalla legge, nonostante la loro somiglianza biologica. Critica questa posizione come incoerente, osservando che prodotti come le caramelle gommose al delta-9 THC derivato dalla canapa e quelle vendute nei dispensari hanno effetti comparabili ma sono soggetti a controlli normativi differenti. "Se le piante sono le stesse, le regole devono essere le stesse. La molecola non si cura dell'etichetta. Né dovrebbe farlo la legge," ha sostenuto Leisey, chiedendo coerenza normativa come questione di protezione del consumatore piuttosto che di concorrenza di mercato

Le disparità economiche create da questa divisione normativa sono evidenti. I dispensari autorizzati di cannabis sono soggetti alla Sezione 280E dell'IRS, che impedisce loro di dedurre la maggior parte delle spese aziendali e comporta aliquote fiscali federali effettive del 70 percento o più. Al contrario, i rivenditori di canapa che vendono prodotti intoxicanti simili possono operare come normali attività commerciali al dettaglio, evitando gli onerosi oneri fiscali e di conformità affrontati dai dispensari. Leisey sostiene che ciò costituisce un'arbitraggio regolamentare, con gli operatori della canapa che beneficiano di esenzioni mentre i dispensari si fanno carico dei costi per costruire la fiducia dei consumatori e le infrastrutture di sicurezza pubblica

Per affrontare queste problematiche, Leisey propone una legislazione federale che stabilisca uno standard normativo unificato e indipendente dalla fonte per tutti i prodotti cannabinoidi intoxicanti. Chiede limiti di THC per porzione, verifica obbligatoria dell'età e requisiti di test di terze parti da applicare equamente sia al settore della canapa che a quello della marijuana. "Una pianta. Una regola. Non è consolidamento. È integrità. Ed è l'unica base su cui questa industria può costruire," ha concluso, sottolineando la necessità di integrità normativa per proteggere pazienti, veterani e altri consumatori vulnerabili

Dal punto di vista della redazione di OG Lab, l'appello di Leisey per una regolamentazione armonizzata del THC evidenzia un consenso crescente all'interno dell'industria sul fatto che la sicurezza del consumatore e l'equità del mercato richiedono un approccio unificato. Con l'evoluzione del mercato della cannabis e l'emergere di cannabinoidi intoxicanti sempre più numerosi, regolatori e stakeholder dovranno confrontarsi con le conseguenze di una supervisione frammentata. Questo dibattito è destinato a plasmare la prossima fase della politica sulla cannabis negli Stati Uniti, con implicazioni significative per imprese, consumatori e salute pubblica

This summary is informational and based on public sources. Verify local regulations and official guidance before making decisions.

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