
Nuovo Studio Identifica Tre Stili Distinti di Fumo di Joint e Sfida gli Standard di Laboratorio
Un nuovo studio ha identificato tre principali stili di fumo di joint — intenso, lento e doppio — ognuno producendo più fumo rispetto ai protocolli standard per sigarette, spingendo a rivedere i metodi di ricerca sulla cannabis
Key Points
- 1I ricercatori hanno identificato tre principali stili di fumo di joint: intenso, lento e doppio puffer
- 2Tutti i profili di boccata osservati hanno prodotto più fumo per tiro rispetto agli standard di laboratorio basati sulle sigarette
- 3Lo studio suggerisce che i protocolli di laboratorio attuali sottostimano l’effettiva inalazione di fumo da parte dei consumatori di cannabis
- 4I ricercatori pianificano ulteriori studi per esaminare come questi profili influenzino la consegna di cannabinoidi e sottoprodotti
Uno studio rivoluzionario ha rivelato che gli utilizzatori di cannabis tendono a rientrare in uno di tre stili di fumo di joint, ciascuno con modelli unici di boccate e livelli di inalazione del fumo. La ricerca, condotta dalla Network of Applied Pharmacognosy, ha coinvolto sessioni di osservazione in incontri sociali in cinque stati degli Stati Uniti da settembre 2024 a giugno 2025. Utilizzando un flussometro collegato a pre-roll da un grammo, i ricercatori hanno invitato i partecipanti a fumare come facevano normalmente, catturando dati reali anziché affidarsi a simulazioni di laboratorio
Su 62 partecipanti iniziali, i dati di 51 individui sono stati considerati validi, e i risultati si sono distinti chiaramente in tre gruppi: il puffer intenso, il puffer lento e il doppio puffer. Il puffer intenso, che rappresenta il 57% del gruppo, effettuava tiri rapidi e decisi con un picco di flusso di fumo raggiunto quasi istantaneamente e completato entro due secondi. I puffer lenti, che costituiscono il 20%, preferivano tiri lunghi e costanti che duravano quasi il doppio ma non raggiungevano mai la stessa intensità. I doppio puffer, al 23%, si caratterizzavano per due tiri rapidi consecutivi, un modello facilmente riconoscibile in contesti di gruppo
Lo studio ha rilevato che ogni stile comportava un’assunzione di fumo superiore rispetto agli standard basati sulle sigarette comunemente usati nella ricerca sulla cannabis. Riley Kirk, coautore, ha spiegato: "È davvero una differenza tra un tiro intenso e veloce, quasi come sorseggiare il boba da una cannuccia, rispetto a un tiro lungo e lento che somiglia più a sorseggiare un milkshake denso." Nonostante la sensazione più delicata, lo stile del puffer lento in realtà muove più fumo totale per tiro, con una media di 72,5 mL rispetto ai 59,3 mL dello stile intenso. Il metodo del doppio puffer ha fornito la media più alta con 76,8 mL contando entrambi i tiri
Questi risultati evidenziano una significativa discrepanza tra i protocolli tradizionali di laboratorio basati sul tabacco e il consumo reale di cannabis. Come ha osservato Kirk, "La ricerca sul fumo di cannabis ha preso in prestito per decenni le impostazioni delle boccate delle sigarette, e il problema è che i consumatori di cannabis semplicemente non fumano come i fumatori di sigarette." Lo studio ha anche osservato che alcuni partecipanti inalavano volumi ben oltre i 100 mL, indicando che gli standard attuali di laboratorio probabilmente sottostimano l’effettiva esposizione a fumo e composti
Sebbene questo white paper abbia misurato solo il comportamento delle boccate e non la composizione chimica del fumo, apre la strada a ricerche di laboratorio più accurate. I ricercatori pianificano di analizzare come diversi profili di boccata influenzino la consegna di cannabinoidi, terpeni e sottoprodotti nel loro prossimo studio. Come ha affermato Kirk, "La nostra ipotesi di lavoro è che la lunghezza e la velocità della boccata cambino la temperatura della brace stessa, e che una combustione più lunga e lenta possa produrre una chimica significativamente diversa rispetto a un tiro breve e caldo."
OG Lab sottolinea che questa ricerca potrebbe guidare un cambiamento nel modo in cui il fumo di cannabis viene studiato e compreso, portando potenzialmente a standard di laboratorio rivisti che riflettano meglio le abitudini dei consumatori. Per gli appassionati di cannabis e i professionisti del settore, comprendere questi modelli di boccata reali è essenziale sia per lo sviluppo del prodotto che per un consumo consapevole. La prossima fase della ricerca promette di far luce su come questi stili influenzino il contenuto effettivamente erogato ad ogni boccata


