
La Corte Suprema degli Stati Uniti rifiuta di ascoltare la sfida contro le leggi federali sulla marijuana
La Corte Suprema degli Stati Uniti ha rifiutato di ascoltare una sfida alle leggi federali sulla marijuana, spostando le speranze di riforma sulla Casa Bianca
Key Points
- 1La Corte Suprema degli Stati Uniti rifiuta di ascoltare la sfida alle leggi federali sulla marijuana
- 2Il caso coinvolge importanti aziende di cannabis come Verano Holding Corp
- 3L'attenzione si sposta su un'azione potenziale della Casa Bianca sulla riprogrammazione della marijuana
- 4La decisione della Corte Suprema segue sforzi di riforma federale bloccati
- 5L'industria anticipa possibili azioni esecutive sulla politica della cannabis
In una mossa significativa, la Corte Suprema degli Stati Uniti ha scelto di non ascoltare una sfida contro le leggi federali di proibizione della marijuana presentata da quattro aziende di cannabis autorizzate. Questa decisione, annunciata lunedì, sposta effettivamente l'attenzione sulla Casa Bianca per una potenziale riforma, mentre l'industria legale della cannabis continua a spingere per cambiamenti nelle normative federali. Il caso, noto come Canna Provisions et al v. Bondi, includeva attori di spicco come Verano Holding Corp. e mirava a portare la questione davanti alla Corte Suprema per la prima volta dal 2005
I ricorrenti, tra cui Canna Provisions con sede nel Massachusetts, il CEO del servizio di consegna Treevit Gyasi Sellers e Wiseacre Farm, hanno sostenuto che il panorama della legalità della marijuana è drasticamente cambiato dalla sentenza del 2005 in Gonzales contro Raich. Hanno sostenuto che la legalizzazione diffusa della marijuana per uso adulto in oltre due dozzine di stati ha alterato la base fattuale della proibizione federale. Nonostante questi argomenti, i giudici della Corte Suprema, dopo una riunione a porte chiuse il 12 dicembre, hanno deciso di non prendere in considerazione il caso
Il team legale che rappresenta i querelanti, tra cui Josh Schiller dello studio legale Boies Schiller, aveva espresso speranze che la Corte Suprema potesse riconsiderare la posizione federale sulla marijuana dato il contesto legale e sociale in evoluzione. Schiller aveva precedentemente dichiarato che la causa era un tentativo di 'scuotere la scatola' in mezzo a sforzi di riforma federale bloccati. Tuttavia, né Schiller né i rappresentanti di Verano Holding Corp. hanno fornito commenti immediati dopo la decisione della Corte Suprema
Questo sviluppo arriva in un momento in cui la Casa Bianca sta considerando significativi cambiamenti alla politica federale sulla marijuana. Ci sono state discussioni riguardo alla riprogrammazione della marijuana e alla copertura di alcuni trattamenti a base di CBD sotto Medicare. Sebbene un annuncio di ordine esecutivo previsto non sia avvenuto lunedì, fonti indicano che una decisione potrebbe essere imminente, potenzialmente già mercoledì, coinvolgendo figure chiave dell'industria della cannabis e funzionari governativi
La causa iniziale è stata presentata poco dopo un momento cruciale nell'approccio dell'amministrazione Biden alla marijuana, quando i regolatori della salute hanno dichiarato che la cannabis ha un 'uso medico attualmente accettato' negli Stati Uniti. Questo ha portato a una proposta del Dipartimento di Giustizia di riclassificare la cannabis come droga di Classe 3, una mossa che alla fine si è bloccata. Il rifiuto della Corte Suprema di ascoltare il caso lascia l'industria a guardare al ramo esecutivo per i prossimi passi nella riforma della cannabis